Volt: per chi crede nell'Europa

Tutto inizia il 24 giugno 2016, all’indomani del referendum britannico sull’uscita del Regno Unito dall’Europa. Impossibile, per ragazzi cresciuti europei, liberi, connessi, immaginare un mondo che si sta progressivamente chiudendo e rinnega i valori che hanno garantito lunghissimi anni di pace, interscambio culturale ed economico.

E allora ecco che scatta in Andrea Venzon e Colombe Cahen-Salvador (cui nel gennaio 2017 si aggiungerà Damian Boeselager), la ferma determinazione a fare di tutto per non vanificare il grande progetto sociale e politico di costruzione di un’Europa davvero unita nato molto tempo prima.

Un sentire comune che si trasforma in realtà e in piattaforma politica innovativa. Il neonato movimento paneuropeo e progressista si chiamerà Volt, come l’unità di misura del potenziale elettrico. A sottolineare una proposta politica nuova, stimolatrice di crescita, che consenta il coinvolgimento attivo di tutti i cittadini, nessuno escluso, alla Causa comune e promuova un’Europa diversa. Ristabilendo la comunicazione tra la Politica, troppo spesso considerata una torre inaccessibile, distante, distratta e la Piazza, cioè la gente, attraverso la scala simbolica di un’interazione virtuosa, continua e partecipata tra i due poli.

Il 29 Marzo 2017, giorno in cui la Gran Bretagna ha ufficialmente stabilito l'attivazione del processo definito dall'Articolo 50 del Trattato di Lisbona, il gruppo crea la prima pagina Facebook e, con un click, dichiara l'inizio della sua sfida, raccolta con entusiasmo nelle prime 24 ore da 500 persone che si offrono di lavorare come volontarie per Volt. Che oggi conta 20.000 iscritti in tutta Europa, è presente come partito in 11 Paesi e solo in Italia ha circa 60 sedi locali. Il 2 e 3 febbraio Volt ha tenuto a Firenze il suo primo congresso nazionale, lanciando la raccolta firme ufficiale per la candidatura alle elezioni europee del maggio 2019.  Per la prima volta un partito correrà con lo stesso programma in tutta Europa: la Dichiarazione di Amsterdam, redatta nel dicembre 2018, un programma comune agli 11 partiti presenti nei diversi paesi Europei. Il grande congresso internazionale a Roma, il 23 e 24 marzo, è stato lo scenario di presentazione e di incontro dei candidati di Volt provenienti da tutta Europa.

Un programma per il futuro

Il progetto politico di Volt è racchiuso in quella che potremmo definire la Magna Carta del Movimento, un documento in continua evoluzione, scritto con il contributo di numerosi esperti, che delinea le politiche proposte da Volt Europa e fornisce le linee guida che poi verranno declinate su base nazionale.  Per questo Volt parla di sfide “5+1”: i primi cinque obiettivi verranno perseguiti a livello nazionale, in sintonia con le realtà locali, l’ultimo (ma non per importanza), cioè la riforma e il rafforzamento dell’UE, sarà identico in tutti i programmi nazionali. Per esemplificare: “Think global. Act local”.

La riforma della UE è alla base del progetto innovativo di Volt. Mirato ad avviare un percorso di ristrutturazione dell’UE che, pur avendo garantito 70 anni di pace e stabilità, è stata recentemente scossa da sussulti sovranisti, populisti ed euroscettici.  Occorre quindi ripensare la struttura della governance dell’Unione e attualizzare quanto finora è stato fatto.

I cambiamenti climatici, le diseguaglianze economiche, l’immigrazione, i conflitti internazionali, il terrorismo, l'impatto della rivoluzione tecnologica sul lavoro…sono solo alcuni degli altri nodi che Volt intende affrontare e sciogliere adottando soluzioni “tagliate su misura” dei singoli Paesi.  Dallo Stato intelligente (burocrazia, istruzione, sanità, giustizia, diritti digitali), alla Rinascita economica (politiche a sostegno della famiglia, tassazione, spesa pubblica e investimenti, imprenditorialità…), dalla Parità sociale (stop alle discriminazioni, politiche per la famiglia, welfare…) all’Equilibrio globale (clima, territorio, economia circolare, mobilità sostenibile…). Mettendo al primo posto i cittadini, per consentire loro un’ampia e consapevole partecipazione alla vita democratica. In questo senso i “listening tour” che vengono organizzati a tappeto in tutta Europa (e ovviamente in Italia), in cui si ascoltano i cittadini cercando di capire i loro problemi e le loro aspettative, si inseriscono perfettamente in un progetto di avvicinamento della gente allo stato e di partecipazione allargata e condivisa alla Casa comune.

Un programma decisamente ambizioso quello di Volt che sta mettendo tutta l’energia, l’entusiasmo, la passione possibili per la realizzazione di un progetto davvero unico nella storia dei partiti politici.

Come dicono in Volt, “Non ci fermiamo alle ideologie, troviamo soluzioni”. E questo, forse, è davvero quello che ci vuole per far ripartire l’Europa, Italia e paesi membri compresi.

 

articolo di Daniela G.

“Questo articolo riflette le opinioni personali dell’autore e non rappresenta necessariamente le posizioni ufficiali di Volt Italia”