La Politica e il mondo delle Crypto

La Politica e il mondo delle Crypto

26 apr 2021
politica e cripto

La politica europea può permettersi di ignorare il mondo delle criptovalute? La politica italiana sta ignorando le criptovalute? La politica italiana si può permettere di ignorare le criptovalute? 

A queste domande dovremmo provare a dare una risposta, queste domande sono la naturale conseguenza di una tecnologia che sta alla base delle criptovalute, ovvero la blockchain, di cui abbiamo parlato con un articolo di Giacomo Astorino, che ha chiarito l’origine e la struttura di questa tecnologia. Un articolo da cui si evince che la Blockchain ha potenzialità in diversi campi dell’attività umana e non solo nell’economia o per meglio dire nel “Fintech”

Ma sarebbe ingenuo, non sapere che la prima ed una delle più  visibili applicazioni di questa tecnologia è proprio il mondo delle criptovalute, e allora proviamo a dare qualche risposta.

La politica europea si può permettere di ignorare il mondo delle “criptovalute”?

Per quanto riguarda l’Europa, in realtà stanno seguendo da tempo e con costanza la tematica. 

Sono molteplici gli approfondimenti su blockchain e “criptovalute”, ad esempio il servizio di ricerca del parlamento europeo ha svolto uno studio approfondito nel 2017 dal titolo “ come la blockchain può cambiarci la vita”  e il primo capitolo di quello studio  definisce le “valute” come l’avanguardia delle tecnologia Blockchain. La Banca Centrale Europea da tempo sta intensificando le attività per un “Euro-digitale” , i motivi possono essere molteplici ma citiamo le parole di Fabio Panetta presidente della task force che si sta occupando del tema, per delineare la loro posizione:

“L’introduzione di un euro digitale sosterrebbe la spinta dell’Europa verso la continua innovazione, contribuendo inoltre alla sua sovranità finanziaria e al rafforzamento del ruolo internazionale dell’euro”.

La politica Italiana sta  ignorando il mondo delle “criptovalute”?

Qui invece entriamo purtroppo in uno dei grandi “mali” della politica italiana ovvero quello di seguire “le mode” ( o per meglio dire gli “hype”) sono molteplici le “uscite” mediatiche dei politici su questi temi, ovviamente quando uscire su questi temi corrisponde ad una “maggiore visibilità pubblica”.  Sia chiaro, sarebbe ipocrita negare la necessità della politica di dare visibilità ai propri progetti, e quindi non ci sarebbero problemi se la politica italiana sfruttasse “hype” su certi temi per mettere sul tavolo gli approfondimenti e le proposte che vogliono portare avanti. Invece troppo spesso alle uscite mediatiche dei politici non corrisponde mai un progettualità approfondita e/o in fase di sviluppo.

Ne volete la controprova?

Provate a cercare su google “sandbox italiana” (si tratta di uno strumento legislativo a disposizione delle realtà fintech), troverete notizie di “giornali specializzati”, un articolo del “sole24ore”, nonché molti articoli di un progetto di NFT (sempre basato su blockchain) che sta spopolando negli ultimi mesi. MA non troverete approfondimenti politici e/o istituzionali, questi approfondimenti sono lasciati ad associazioni di grande valore come i “copernicani”  al cui interno si trova un membro che è stato parlamentare ed uno dei promotori della SandBox.

Quindi per tornare alla domanda iniziale la mia risposta è: 

Si la Politica (in senso alto e progettuale del termine) italiana, sta ignorando il mondo delle criptovalute

La politica Italiana si può permettere di ignorare il mondo delle “criptovalute”?

A mio avviso NO, per due semplici motivi:

il primo perché il 2021 è già stato l’anno dell hype sul bitcoin, è stato l’anno degli NFT, è stato l’anno della quotazione a wall street di un exchange di criptovalute, e quindi ignorareil mondo delle "cripto" vuol dire ignorare la realtà del 20211

Il secondo e più importante motivo è il fatto che ignorare l'esistenza del mondo "cripto" e non conoscerne le dinamiche vuol dire per l’ennesima volta diventare attore passivo dell’economia mondiale, come abbiamo visto da una parte abbiamo  l’Europa si sta occupando di questi temi da tempo e con attenzione, dall’altra potenze come la Cina si stanno muovendo velocemente sul tema

Volt come si dovrebbe porre sul tema “criptovalute”?

Credo che il punto di partenza sia molto semplice, ovvero non commettere l’errore di un economista ed ex ministro come come Giulio Tremonti  quando parlando della quotazione di Coinbase ha affermato “ hanno quotato il nulla certificato sul nulla”. Sia chiaro, non voglio entrare nel merito dell’affermazione “finanziaria”, ma credo di poter fare alcune considerazioni di merito:

Avete idea della competenza necessaria per sviluppare ecosistemi in Blockchain?
Avete idea della competenza necessaria per sviluppare realtà come smart contract e criptovalute?
Avete idea della competenza necessaria per sviluppare sistemi di exchange che movimentano criptovalute? Magari con acquisto in dollari e/o euro?
Avete idea della quantità di startup, nate, cresciute e spesso “fallite” che legate a questo tema? E quindi la competenza imprenditoriale che i founder hanno dovuto acquisire (a priori del successo o meno) ?
Avete idea dell ecosistema che si è creato? Dai giornalisti, fino agli studi legali, dagli sviluppatori fino ai singoli “appassionati”?

Ecco credo che Volt dovrebbe approcciarsi cercando di capire, cercando di coinvolgere, cercando di conoscere queste persone, queste esperienze, queste competenze, per poi costruire una progettualità solida a priori degli “hype” del momento.

Ecco perchè credo che il primo passo sia quello di chiedere a tutti coloro che vogliono confrontarsi con noi sul tema, darci le loro esperienze e suggestioni sia fondamentale. 

Ad esempio siamo consapevoli che mettere nello stesso articolo “euro-digitale” e “criptovalute” tecnicamente è un errore, ma era necessario perché politicamente e progettualmente è ovvio che un “euro-digitale” non sarebbe mai stato possibile se non ci fossero state le “criptovalute”

Quindi per chiunque volesse aiutarci ad approfondire il tema il nostro contatto è:

comunicazione@voltitalia.it

by

Oscar Badoino