Vogliamo il proporzionale puro!

Vogliamo il proporzionale puro!

23 mar 2021
vogliamo il proporzionale

Nelle elezioni parlamentari di settimana scorsa nei Paesi Bassi, i nostri colleghi di Volt Olanda hanno riportato un grandissimo successo: per la prima volta, Volt ha partecipato alle elezioni per un parlamento nazionale e, soprattutto, per la prima volta è riuscito a far eleggere ben tre parlamentari su un totale di centocinquanta.

Come è stato possibile raggiungere questo successo?

Questo successo è stato possibile anche grazie al sistema elettorale proporzionale puro dei Paesi Bassi e al fatto che l’intero Paese è una sola circoscrizione. La distribuzione dei seggi è perfettamente ed esclusivamente matematica: dal momento in cui un partito raggiunge lo 0,66% dei voti a livello nazionale, prende un seggio e per ogni 0,66% in più, avrà un parlamentare aggiuntivo. Ovviamente c’è una ridistribuzione dei voti ottenuti dai partiti che non raggiungono lo 0,66%. Concretamente, a Volt è servito il 2,4% dei voti per avere tre eletti.

Quali vantaggi ha questo sistema elettorale?

Il sistema elettorale olandese agevola l’entrata sulla scena politica di nuovi partiti, come Volt. In effetti, alle elezioni del 17 marzo, ben quattro partiti nuovi sono entrati per la prima volta nel parlamento olandese, su un totale di diciassette partiti, il numero maggiore di partiti rappresentati nel parlamento in più di cent’anni.

Ma questo sistema non pone dei problemi di governabilità?

A questo punto, sorge spontaneamente la domanda se gli olandesi abbiano sacrificato la governabilità del loro Paese alla rappresentanza democratica.

Vero è che l’Olanda è da sempre guidata da governi di coalizione e che, soprattutto negli ultimi decenni, la formazione dei governi è durata molto a lungo (ben 225 giorni nel 2017, ma da sempre la prassi è di qualche mese). Tuttavia, una volta che i governi hanno ottenuto la fiducia nel parlamento, tendono a durare. Infatti negli ultimi dieci anni, l’Olanda ha avuto tre governi, tutti e tre con lo stesso premier Mark Rutte, che è in carica dall’ottobre 2010 e con ogni probabilità formerà il suo quarto governo nei prossimi mesi.

Il confronto con l'Italia?

Vi ricordate quanti governi l’Italia ha avuto nello stesso periodo? Otto, con sette premier diversi: Berlusconi, Monti, Letta, Renzi, Gentiloni, Conte (due volte) e ora Draghi.

Laddove gli olandesi non si sono mai sognati di riformare il loro sistema elettorale o di tentare di ridurre il numero di partiti in parlamento, in Italia ci sono stati tanti tentativi di riforma e riforme che sarebbe stato meglio evitare. Con lo scopo di raggiungere la stabilità governativa, in Italia abbiamo sacrificato la rappresentanza democratica sotto vari aspetti, introducendo soglie di sbarramento, premi di maggioranza, liste bloccate, assenza di preferenze, ecc., ecc. e, come se non bastasse, abbiamo anche ridotto il numero di parlamentari, casomai qualcuno temesse che il parlamento fosse troppo rappresentativo.

Per ottenere cosa? La stessa frammentazione che esisteva già nella prima Repubblica (che secondo me non è mai morta, ma questa è un’altra storia), la stessa instabilità governativa, dove piccoli partiti possono fare cadere i governi a loro piacimento (ne abbiamo visto un esempio molto recentemente), il tutto corredato di un deficit democratico, che almeno nella prima Repubblica non c’era e con un sistema elettorale che gli elettori non capiscono, per non parlare di pratiche come la compravendita dei simboli, se non addirittura la compravendita degli stessi parlamentari.

E allora, cosa proponiamo?

Sarebbe quindi ora di spazzare via la discussione annosa sul Rosatellum, Mattarellum, Porcellum e andare verso una semplificazione radicale. Propongo come sistema elettorale l’Olandellum! Anzi no, basta con gli -ellum.

Vogliamo il  Proporzionale Puro. Potete leggere la descrizione e i suoi benefici qui sopra.

Editoriale a cura di Stefan De Jonghe: europeo, belga, milanese. "Consigliere europeo" del direttivo di Volt Italia.