I fondi REACT-EU: come verrano usati?

I fondi REACT-EU: come verrano usati?

17 apr 2021
react-eu

Presentato il piano di utilizzo dei fondi REACT-EU


Pochi giorni fa la Ministra per il Sud e la Coesione Territoriale Mara Carfagna ha annunciato di aver presentato il piano di utilizzo dei fondi REACT-EU, l’acronimo di Recovery Assistance for Cohesion and the Territories of Europe (Assistenza alla ripresa per la coesione
e i territori d’Europa), ovvero €13,5 miliardi che si vanno a sommare alle risorse del Recovery and Resilience Facility (RFF) (Dispositivo per la ripresa e resilienza).
L’Italia è tra i primi paesi a presentare questo documento, un atto effettivamente dovuto – come sottolinea anche la Ministra – essendo proprio l’Italia il principale beneficiario dei fondi del programma Next Generation EU, che ammonta a €196,5 miliardi.


Queste risorse supplementari del REACT-EU saranno destinate principalmente a spese per la sanità, sostegno all’occupazione e aiuti alle imprese, nelle regioni più colpite dalla
crisi, tentando di porre un freno all’aumento della disparità che si sta acuendo sempre di più in Europa.


Già nel 2020, la Commissione Europea aveva proposto di destinare almeno il 15% dei fondi disponibili al sostegno dei giovani in quei paesi con tassi di disoccupazione giovanile superiori alla media dell’UE, e almeno il 5% del Fondo sociale europeo plus (FSE+) per
progetti mirati ad alleviare la povertà infantile.


In Italia, quindi, la maggior parte delle risorse sarà destinata al Sud, area che già prima del Covid-19 era tra le più depresse in Europa, in particolare con misure per la decontribuzione dei contratti di lavoro, bonus alle imprese per l’assunzione di giovani e
donne;
e poi ancora investimenti per interventi green e sostenibili, come il recupero delle risorse idriche – un dramma cruciale per il Mezzogiorno – e l’efficientamento energetico degli edifici pubblici.


La Ministra Carfagna sembra essere stata chiara nelle sue intenzioni di non presentare alla Commissione un “libro dei sogni”, ma progetti concreti e realizzabili.

Personalmente, mi sento di condividere la volontà della Ministra, soprattutto dopo che negli scorsi mesi abbiamo assistito alla presentazione dei più disparati progetti da parte di diverse amministrazioni regionali.
È necessario ribadire infatti che i fondi che arriveranno per la coesione territoriale in Italia non devono essere percepiti come utili solo a finanziare qualche progetto fine a sé stesso, senza nulla apporta alla riduzione di disoccupazione – soprattutto quella giovanile – e povertà diffusa.


Al contrario, questi fondi dovranno rappresentare un sostegno reale e significativo all’economia italiana in generale, e alle singoli regioni in particolare, per finanziare progetti che potranno migliorare il benessere collettivo e costruire opportunità per il Sud Italia.
Come avevo già indicato anche nella mia lettera aperta indirizzata alla Ministra Carfagna, lavoro, opportunità e istruzione sono i tre capisaldi senza i quali non c’è nessuna prospettiva di futuro per il Sud.
L’auspicio è quello di vedere finalmente impiegate le risorse europee in un quadro complessivo di rinascita del Mezzogiorno, per raggiungere finalmente il resto d’Italia e d’Europa.


Una visione d’insieme, dunque, è necessaria perché come ribadito anche nel Rapporto annuale BCE 2020 “Se pienamente utilizzato, il Next Generation EU può fornire un significativo sostegno macroeconomico, pari a quasi il 5 per cento del PIL dell’area dell’euro.”

Questo è ciò a cui dobbiamo puntare: a utilizzare, pienamente e al meglio, queste risorse per far ripartire l’economia europea e soprattutto per colmare quelle disparità che già prima del coronavirus non era più possibile accettare all’interno dell’Unione Europea

Articolo di Erika Puntillo

Consigliera per la circoscrizione Isole di Volt Italia.