La Blockchain e il suo impatto sulla società

La Blockchain e il suo impatto sulla società

9 apr 2021
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BLOCK CHAIN

Correva l'anno 2008 quando,Satoshi Nakatomo, pubblica il suo articolo su block e chain.

La domanda adesso è cos'è questa tecnologia?

Dato che l'intento di questo articolo è quello di spiegare la filosofia che ci sta dietro, e senza tecnicismi lo dividiamo in 3 punti: STORIA, FILOSOFIA e LOGICA.

STORIA

Correva l'anno 1994, molti di voi non erano nemmeno venuti al mondo, altri emettevano i loro primi vagiti.

Internet era in tutto il nuovo far west: un luogo di grandi opportunità senza leggi e regole. La Tortuga dei "nerd". In questo mondo nuovo si ci stava espressamente per scambiarsi informazioni. La conoscenza era il fine ultimo. Non importava concetti come:

  • proprietà dell'informazione
  • diritti l'autore
  • consenso sul materiale distribuito

Le cose importanti erano altre, una per tutte la velocità ad avere quell'informazione.

Ma in quegli anni si ebbe un'intuizione geniale: trasportare il mondo fisico e crearne una copia in virtuale. Parole fighe da vedere scritte ma che avevano una connotazione ben precisa negli intenti: fare più soldi possibili spendendo il meno possibile.

Amazon è in questo senso un fantastico esempio: non so quanti di voi lo sanno, ma questa piattaforma nasce seguendo questi due concetti chiave di internet: digitalizzazione del mondo reale, veloce scambio di informazione di essa. E ci aggiunge il profitto. Nasce così la prima libreria telematica al mondo.

Un luogo che a me piace immaginare come la nuova Biblioteca di Alessandria. Ma Amazon stava traducendo in business qualcosa che, i fruitori di internet e i nostri abitanti di Tortuga, avevano avuto gratis. Gratis non è esattamente un modello di business che voleva Bezos.

Passano gli anni, Amazon continua a crescere, ma internet è ancora un far west. I loro abitanti, si scambiano ancora informazioni in modo (passatemi il termine, che non è quello corretto) illegale, ma con sistemi rudimentali: ovvero mettono su un sistema CLIENT SERVER.

Ora sappiamo tutti che dove ci sta un profitto si tende a mettere delle regole. Le regole puntualmente arrivano e, i server dove venivano stoccati i dati che erano accessibili a tutti, ora vengono sequestrati e chiusi.

Questo, che a noi sembra un comportamento di buon senso, era una vera e propria novità per quel posto. Quasi un atto criminale ed intimidatorio per quella comunità che aveva come cardine lo scambio di informazioni libere e gratuite.

La tecnologia nel frattempo evolve e crea nuove opportunità. Arriviamo così a Luglio 1999 e due ragazzi: Fanning e Parker  dicono addio al concetto di server, come luogo fisico dove stoccare i dati, e mostrano al mondo intero come aggirare questi divieti. Nasce il P2Pe, nello specifico, che interessa a noi, il concetto di Sistema Distribuito.

FILOSOFIA

In genere si parte dal definire un Sistema distribuito come:

"sistema in cui l'elaborazione delle informazioni avviene utilizzando diversi sistemi di calcolo che processano un pezzo di informazione."

Vi ricorda qualcosa?

Se in astratto dicessimo che:

"un sistema distribuito è costituito da un insieme di informazioni logicamente indipendenti ma che collaborano tra di loro per il perseguimento di uno o più obiettivi comuni?"

Quanti di voi ci vedono una nuova metodologia di lavoro che riguarda molti di noi sotto il covid tipo lo Smart Working?


Ho voluto forzare un attimo quest'esempio per rendere più comprensibile cosa ci sta dietro un sistema distribuito, non è magia o stregoneria, si tratta di una redistribuzione del carico di lavoro.
In questo caso, il lavoro si trasforma in un obiettivo da conseguire, per avere un risultato.

Non viene quindi distribuito semplicemente un compito, ma anche la responsabilità che quel compito venga eseguito.
Qui veniamo alla terza definizione di sistema distribuito come:

"sistema in cui fallimento di un calcolatore di cui non conosci nemmeno l'esistenza può rendere inutilizzabile il tuo calcolatore-cit Lamport

Vorrei quindi mettere peso sulla responsabilità. Chi deve essere responsabile per l'elaborazione di un dato o di un processo?

Domanda aperta a cui aggiungo una riflessione:

Amazon, azienda senza la quale la quarantena dovevo passarla senza nemmeno una postazione di lavoro dato che ne ero sprovvisto, è l'attore che più i tutti, compreso google, ha compreso fino in fondo la filosofia che stava dietro alla nostra Tortuga.

Ha fatto sua la trasposizione digitale di oggetti reali:

"vi vende qualsiasi cosa possiate vedere. Ha reso veloce il processo, come volevano i pionieri di internet.
Ha conservato un po' la gratuità della conoscenza: regala con Amazon Prime film e serie tv, libri e musica (non tutto ma una parte del suo catalogo comprende anche libri e musica), e ti permette di distribuire gratis il materiale da te prodotto (video e foto)
Ma nel contempo ha reso questo un modello di business remunerativo
Ha reso il suo modello di business distribuito."

LOGICA

Cosa c'entra tutto questo con la blockchain?

La blockchain è l'evoluzione, targata 2008 di quello che è un sistema distribuito.

Vediamolo come un gigantesco registro distribuito, in cui, tutti gli attori possono aggiungere il contenuto di un'informazione e, di cui aggiunta, vi è traccia con chi, data e ora, su tutte le copie di questo registro.

Qui sta la nostra vera sfida:

La tecnologia, è vista come un qualcosa di magico che ti fa fare qualsiasi cosa e non come un insieme di processi logici atti a conseguire un risultato.

Ci sono campi in cui questo tipo di tecnologia non ha proprio senso di esistere e altri campi in cui la sua applicazione sta portando incredibili benefici, vi segnalo quindi qualche caso interessante:

  1. Medical Canghe - applicazione della blockachain in ambito sanitarioIoT
  2. Tracciamento degli spostamenti merce - Porto di Amsterdam
  3. Vendita di beni di cui si vuole l'unicità - vendite di opere d'arte digitaliNTF

fonti:

per scrivere queste queste considerazioni, oltre a leggere i vari articoli elencati mi sono rifatto anche a The Game di Baricco, ETHPOST - La vara rivoluzione del bitcoin

Giacomo Astorino