La Marea Viola di Volt Invade Firenze

Si conclude con un’ondata pacifica nelle strade la due giorni organizzata da Volt Italia nel capoluogo toscano.

Sabato 2 Febbraio si è aperto infatti il Primo Congresso Nazionale della ramificazione italiana di Volt, il primo movimento paneuropeo, fondato il 29 Marzo 2017 da Andrea Venzon (attuale presidente di Volt Europa), la francese Colombe Cahen-Salvador e il tedesco Damian Boeselager.  

Volt intende presentarsi alle elezioni europee di maggio per il rinnovo dell’assemblea di Strasburgo come primo partito paneuropeo, con un programma comune per tutti i Paesi del continente contenuto nella Dichiarazione di Amsterdam che si basa su tre capisaldi:

  • Migliorare l’UE
  • Rendere l’Europa una potenza economica
  • Costruire una società giusta e sostenibile.

Tre obiettivi ambiziosi ma non irraggiungibili (come ricordato dagli organizzatori “è puntando all’impossibile che si raggiunge il possibile”).

Un programma, quello di Volt, condiviso dai numerosi ospiti esterni che hanno partecipato al Congresso:

Marco Bentivogli (segretario generale Fim Cisl nazionale), Carlo Calenda (già ministro allo Sviluppo Economico), Marco Cappato (intervenuto in video), Roger Abravanel (direttore emerito di McKinsey), Beatrice Covassi (Capo della Rappresentanza in Italia della Comunità Europea), Marcella Mallen (Presidente di PriorItalia), Stefano Castagnoli (vicepresidente del movimento federalista europeo), Elena Grandi (in rappresentanza dei Verdi) ed Antonio Argenziano (segretario della Gioventù Federalista europea).

Sono molte le parole chiave emerse da un dibattito allargato che ha avuto come obiettivo, secondo le parole della Presidente italiana Federica Vinci, quello di rivoltare la politica a partire dall’ascolto delle esigenze reali dei cittadini. Auspicando l’avvento di un nuovo concetto di cittadinanza attiva e responsabilizzata, che porti a scegliere (per il bene collettivo e individuale) ciò che è giusto piuttosto di ciò che è facile.

Un percorso indubbiamente complesso che mette in primo piano comportamenti etici, coraggio politico, valori condivisi e sostenibilità economica ed ambientale.

Gli strumenti proposti da Volt per intraprendere questo cammino sono molteplici e si possono  riassumere con: ripresa della cultura del lavoro e dell’impegno personale, investimenti in ricerca e sviluppo (attualmente solo l’1,4%), istruzione  (una delle poche possibilità di mobilità sociale), competenze (indispensabili per interagire con i cambiamenti e cogliere le opportunità), valorizzazione del talento femminile, visione “green” (un dovere, oltre che un’opportunità di business).

È indispensabile l’impegno di tutti per non vanificare questi obiettivi ed evitare che l’Italia sia il primo Paese europeo ad uscire dall’Occidente, con conseguenze economiche, politiche e sociali catastrofiche.

Volt si impegna a rendere i cittadini consapevoli che l’interesse nazionale italiano è l’Europa.

La passata politica motivazionale, secondo la quale l’Europa sarebbe un sogno e non una necessità, è da superare e Volt Italia punta sulla capillarità territoriale (in poco più di un anno è riuscita ad essere attiva in 50 città d’Italia) per rafforzare il legame con l’Europa, unico perimetro possibile perché si compia l’interesse delle singole nazioni e quello di ogni cittadino.  

Una vera e propria rivoluzione politica, dal momento che Volt è un partito che per la prima volta in Europa si presenta con un unico colore, un unico simbolo e un unico programma che rappresenta un popolo, quello europeo (da Catania a Stoccolma, da Lisbona a Trieste, da Parigi a Reggio Calabria….) condividendo le migliori politiche dei rispettivi Paesi (la politica non deve dividere, ma unire).

Per rendere tutto questo possibile, da domenica 3 Febbraio è iniziata a Firenze (e nei giorni a seguire proseguirà in tutta Italia) la raccolta firme per poter presentare le liste nelle cinque circoscrizioni italiane, in vista delle elezioni Europee di maggio.
Prima pietra del grande mosaico viola (e al tempo stesso multicolore) che Volt sta costruendo. Tessera dopo tessera.  Firma dopo firma.

"Stiamo partendo” - ha affermato la presidente di Volt Italia, Federica Vinci, aprendo i lavori - “dall'ascolto in ogni strada, in ogni piazza, in ogni città, ovunque, perché soltanto ascoltando possiamo comprendere i problemi dei nostri cittadini e delle nostre città, soltanto ascoltando e comprendendo i problemi possiamo arrivare insieme a delle soluzioni.

Siamo in Volt perché vogliamo credere che tutti possano tornare a parlare di politica.
Per questo da mesi i leader e gli attivisti del partito stanno contribuendo a creare un nuovo concetto di cittadinanza che sia europea, ma che sia anche attiva e responsabilizzata, che riparta dalle azioni, dalle buone pratiche, dalle soluzioni concrete per il nostro futuro".

Di Daniela G.

foto di Marcello S.

“Questo articolo riflette le opinioni personali dell’autore e non rappresenta necessariamente le posizioni ufficiali di Volt Italia”

 

per ulteriori approfondimenti

Rep: Volt: giovani europeisti in politica