VOLT Italia, il primo anno assieme - Intervista al presidente Federica Vinci

ringraziamo Federica Vinci, presidente di Volt Italia, per il tempo concesso a questa intervista, al fine di fare un punto sul lavoro svolto in questi mesi, sui risultati conseguiti in Italia e in Europa e sui piani per il futuro

Grazie a voi! 

Federica, sui passi che sono stati svolti finora, puoi darci un breve panorama, e qualche punto saliente, in cui si è sviluppata Volt Italia dalla sua creazione a luglio del 2018?

Da Luglio 2018 Volt Italia è cresciuta esponenzialmente: eravamo circa 300 attivisti un anno fa, 100 dei quali presenti alla fondazione di Volt Italia a Bologna.

A settembre 2018 è iniziata la nostra prima campagna di preparazione per le elezioni europee del 2019: nelle città in cui eravamo presenti abbiamo iniziato a fare tour di ascolto per comprendere le problematiche dei cittadini nelle nostre città e tornare ad ascoltare anziché urlare da spalti il nostro programma.  

Eppure avremmo potuto, se ripensiamo al nostro programma: il primo programma politico paneuropeo, redatto e votato da centinaia di Volter in tutta Europa per la prima volta nella storia. Sapete che vuol dire? Che tutti, da tutta Europa, siamo stati d’accordo che abbiamo bisogno di un’Europa più democratica, più forte economicamente, e più sostenibile ed equa.

Su questo programma è iniziata la nostra corsa verso le Europee, o almeno verso l’accesso alle europee

 

A questo proposito, in Italia lo scoglio delle 150000 firme è particolarmente ambizioso, a che risultato si è arrivati con i team cittadini?

150.000 firme sono state il nostro più grande scoglio e dopo mesi tra banchetti e eventi, con pochissime risorse e  solo le nostre forze da volontari ne abbiamo raccolte 30.000, tante per le nostre forze, ma non abbastanza in un paese ancora profondamente illiberale. 

 

Ma non c’è stata solo la campagna europea

Nel frattempo ne abbiamo vissute tante, dalle elezioni comunali nella piccola Novi Ligure, al congresso Paneuropeo a Roma, ai nostri primi consiglieri comunali come Paolo Leccese a Roma fino all’avvio dell’attivismo territoriale da Torino a Roma con le trash challenge e il volontariato.  

Ed eccoci qua oggi, all’indomani della nostra seconda Assemblea Generale siamo circa un migliaio sparsi su più di 50 città italiane, ci stiamo preparando a varie elezioni regionali, tra cui Emilia Romagna e Toscana, stiamo per lanciare una campagna di attivismo nazionale che si concentrerà sull’ambiente e la sostenibilità dopo aver creato insieme a tutti i nostri attivisti la visione del partito per il prossimo anno. 

Insomma, per essere partiti come un gruppo di sognatori ventenni, direi che oggi siamo una realtà presente nel tessuto sociale e politico del paese: non male!

 

Come si è evoluta Volt In termini di presenza territoriale?

A Luglio 2018 eravamo presenti a Roma, Milano e Bologna. Oggi, grazie al fantastico lavoro della nostra squadra di espansione e territori, siamo in circa 50 città Italiane con squadre avviate e pronte a fare politica sul territorio.

 

e in termini di iniziative?

Come diciamo sempre, Volt deve essere dentro e fuori le istituzioni per migliorare concretamente il contesto locale. Proprio per questo, abbiamo portato avanti una serie di iniziative di attivismo e volontariato come trash challenges o giornate di volontariato in  mense dei poveri. A partire da settembre lanceremo una campagna di attivismo nazionale sul tema: sostenibilità e aria pulita, non perdetevi le nostre novità!   

 

La cosa bella di Volt, emersa anche durante il congresso Europeo di Roma a Marzo, è che altre nazioni avrebbero comunque portato avanti la candidatura di Volt, e al termine della campagna siamo riusciti ad avere il primo europarlamentare. Per chi non conosce Damian, può darci una breve descrizione del suo percorso, del suo profilo e degli obiettivi che cercherà di conseguire in europarlamento?

Damian ha circa 30 anni ed è appassionato delle questioni di giustizia sociale, in particolare difesa dei rifugiati e diritti umani. Ci siamo conosciuti  a Berlino, nell’ottobre del 2017: eravamo circa un centinaio di Volter ed era il primo incontro in cui si discuteva del mapping of policies. Come per molti di noi, avevamo lavorato a lungo a telefono, ma fisicamente non ci eravamo mai incontrati.  Ricordo ancora come adesso quando, uscendo dalla sala per ultimi, vedemmo quella piccola folla e gli dissi: “ti rendi conto di quanto abbiamo fatto in così pochi mesi? Eravamo 10 a marzo” e lui mi rispose con il suo fare leggero e costantemente stupito delle cose belle: “Lo so! Non è incredibile? Faremo grandi cose!” E aveva ragione. 



In quale gruppo Europeo siederà? secondo quali criteri è stato individuato il gruppo?

Siederà nei Verdi e, come per il nostro programma, la scelta è stata presa da tutti i Volter europei che hanno votato tra Alde, Verdi e nessun gruppo. La maggioranza schiacciante ha preferito i Verdi.   

 

In Italia quali sono le prossime sfide per il futuro?

Troppe per poterle elencare tutte! 

A livello interno, dobbiamo continuare a consolidarci e capire come innovare il modo di fare politica per renderlo più inclusivo e attraente.

Dobbiamo assolutamente continuare il percorso intrapreso a Torino con innovazioni civiche come gli hackaton per avviare campagne di attivismo o momenti di ascolto attivo.

Serve poi trovare metodi funzionanti per avere più donne in politica e farle partecipare al dibattito pubblico. Abbiamo bisogno poi di continuare ad espanderci in ogni città, adottando un linguaggio che sia più inclusivo (basta inglesismi!) senza snaturare il nostro essere paneuropei, ma anzi rendendolo parte integrante della vita di ogni comunità sul territorio. Infine, stiamo lavorando alla stesura di un programma politico che rimetta al centro il futuro della nostra generazione, attraverso sostenibilità, innovazione e investimenti per creare nuovi posti di lavoro green e abbassare il  cuneo fiscale sui lavoratori. 

Con un partito solido alle spalle, speriamo di affrontare le prossime elezioni regionali ad esempio in Toscana e Emilia Romagna, le amministrative di Roma, Milano e Torino 2021, le possibili politiche  in Italia e infine le elezioni del Parlamento europeo nel 2025.

 

Guardando indietro a un anno fa, c'è una riflessione o un invito ai volontari o ai simpatizzanti che vorrebbe condividere?

Non smettete mai di costruire questo partito e di voler migliorare questa società.

Abbiate sempre l’etica che ci ha spinto ad essere qui a sostenere le nostre scelte; abbiate una visione con cui contribuire attivamente alla vita del nostro Continente, ma soprattutto di abbiate coraggio di fare scelte rischiose perché innovative, controcorrente perché “nessuno lo ha mai fatto”, giuste perché siamo i primi ad essere sempre, ovunque e comunque ciò che vogliamo che questa società sia o perlomeno diventi.

Grazie e buon lavoro!

F. Marino